
Perché un centro interdisciplinare?
Per lavorare con le nanotecnologie c'è bisogno di diverse competenze? Nanotecnologie è un nome collettivo per una varietà di tecniche con un obiettivo comune: progettare e costruire su scala nanometrica. Sono quindi naturalmente un campo interdisciplinare, in cui i chimici forniscono l'esperienza del costruire a livello molecolare, i fisici le macchine per vedere ciò che si sta costruendo, gli ingegneri l'esperienza del miniaturizzare. A tutto questo fa da sfondo la conoscenza biologica, perchè non dobbiamo dimenticare che le migliori nano-macchine sono naturali.
In Piemonte che situazione abbiamo?
In Piemonte ci sono molti gruppi di ricerca che fanno e hanno sempre fatto ricerca che oggi si può definire "nanotecnologica". Il centro NIS riunisce gli sforzi realizzati all'interno dell'Università di Torino in questo senso, fornendo coordinamento, nuovi laboratori comuni, un programma di approfondimento culturale sistematico, catalizzando opportunità di finanziamento e relazioni con l'esterno. Questo facilita il dialogo con le altre istituzioni piemontesi attive nelle nanotecnologie, e con il mondo delle imprese e della ricerca applicata. L'industria nazionale ha in questi anni spesso rinunciato ai settori più difficili e competitivi delle tecnologie, soprattutto nel campo della chimica e dei nuovi materiali, e quella piemontese non fa eccezione. Ma la nostra esperienza di ricercatori è che quella parte delle imprese che hanno mantenuto alta la sfida, è molto attenta alla ricerca e all'innovazione e genera una seria domanda di attività tecnico scientifica locale. Alle necessità dell'industria manifatturiera dobbiamo poi aggiungere il fermento in atto nel campo dell'energia, con una molteplicità di direzioni e iniziative economiche pubbliche e private che richiedono consistenti sforzi di ricerca. Non ultimo, cito il fatto che anche settori economici tipicamente non industriali, quali l'agricoltura e l'enogastronomia, sempre più spesso si rivolgono alle tecnologie avanzate, soprattutto nella direzione della sostenibilità e dell'eco-compatibilità. Insomma, credo che in Piemonte non manchi lavoro per gli scienziati...
L'impegno del NIS all'interno del progetto Nanomat
Il Centro NIS rappresenta la ricerca dell'Università di Torino nel progetto Nanomat, ma non solo: Nanomat è al momento uno dei progetti più importanti del Centro, quello in cui vengono concentrati gli sforzi maggiori. Il NIS riunisce competenze nel campo della scienza delle superfici dei materiali e delle interfacce tra materiali. L'ambito dei rivestimenti superficiali è quindi uno sbocco naturale della ricerca di base svolta in ambito accademico. Forse per questa ragione, ricercatori del NIS sono coinvolti in quasi tutti i progetti di Nanomat, dal tessile ai rivestimenti galvanici ai film sottili.
Quali sono i progetti che state sviluppando? Ci sono già dei risultati?
I progetti sono molti, e farei delle ingiustizie se cercassi di riassumerli in un poche parole. Del resto, i principali sono ben documentati dalle pubblicazioni di Nanomat. Ci sono attività di ricerca svolte prevalentemente in ambito accademico e attività nelle quali la guida viene dall'industria. I risultati naturalmente ci sono, ci devono essere! La ricerca applicata comprende normalmente una parte di risorse dedicate a studi "a rischio" che potrebbero dare risultati negativi, ma la parte più consistente del lavoro si svolge sul solido terreno del miglioramento dei prodotti e dei processi, uno spazio nel quale le aziende sanno il fatto loro. Si tratta di innovazione di portata più ristretta, ma direttamente spendibile dalle imprese. Inoltre fare scienza con le aziende, adattandosi alle loro necessità, è un progetto *culturale* (sottolineo la parola "culturale") significativo anche quando i risultati economici sono difficili da ottenere, perchè crea competenze preziose da entrambi i lati. Credo per esempio che i nostri giovani ricercatori in formazione imparino molto dai progetti svolti con le aziende. Ma quando li mandiamo in azienda - e lo facciamo spesso - credo che portino un punto di vista originale ed utile, che i ritmi serrati del mondo produttivo non permettono normalmente di sviluppare.
Qualche esempio concreto
Un esempio sono i Progetti Dimostratori svolti con le PMI piemontesi. Io personalmente ho scoperto con Nanomat attività economiche ad elevata intensità di innovazione che non sospettavo che il nostro territorio potesse offrire. Ad esempio porto la nostra esperienza sui materiali in un progetto di sviluppo di un tessuto innovativo per fare nientemeno che l'ala di un piccolo aereo! Qui in Piemonte, con una piccola azienda intraprendente ad un altrettanto intraprendente artigiano tessitore. Un incontro tra scienza dei materiali, artigianato ed industria che solo il progetto Nanomat poteva creare...