
E' risaputo che organismi quali batteri, cirripedi e alghe si attaccano alle superfici delle navi corrodendo i loro scafi. Un inconveniente molto costoso che, in base ad alcune stime, fa consumare alle imbarcazioni il 40% di carburante in più, per un costo annuo di 5 milioni di euro per le imprese, senza contare i costi incalcolabili per l'ambiente. Recentemente il problema è stato affrontato ricorrendo alle vernici antivegetative cbiontenenti ocidi. Tuttavia, alcuni dei biocidi, quali il rame e i composti organostannici (TBT), sono incorsi nei rigori delle leggi comunitarie in materia ambientale, che stanno diventando sempre più severe e proibitive. Malgrado decenni di ricerche, gli scienziati non sono stati in grado di produrre la soluzione tecnologica marina perfetta per il problema. Sono così state individuate alcune soluzioni, ma tutte presentano qualche problema specifico. Il progetto AMBIO sta cercando di sfruttare il grande potenziale offerto dalle nanotecnologie per sviluppare superfici o rivestimenti che possano ridurre l'impatto degli organismi bioincrostanti, non danneggiare l'ambiente e contribuire a mantenere la competitività europea in questo settore industriale. Il progetto multidisciplinare AMBIO, che ha ora terminato la prima fase, coinvolge biologi, chimici, scienziati dei materiali, sviluppatori di rivestimenti e utenti finali. Uno di questi nuovi rivestimenti contiene nanotubi in carbonio: cilindri di carbonio lunghi e sottili con proprietà fisiche e meccaniche notevoli che potrebbero rivelarsi fondamentali per lo sviluppo di nuovi tipi di rivestimenti per superfici. Nei prossimi mesi il progetto entrerà nella seconda fase, dove verranno selezionate le superfici più promettenti per passare alla fase successiva dello sviluppo di rivestimenti concreti, che a loro volta verranno valutati quali possibili prototipi tramite sperimentazioni quantitative e comparative sul campo. Le sperimentazioni verranno condotte dai partner industriali del progetto ai quali interessa scoprire se tali soluzioni sono adatte agli impieghi finali, tra cui imbarcazioni marine, yacht, attrezzature per acquacoltura e scambiatori di calore.
Il progetto AMBIO