
L'accordo identifica quattro linee d'azione su cui si intende agire:
1. Contenere il cosiddetto brain drain (fuga di cervelli), per contrastare il fenomeno dei giovani ricercatori che si trasferiscono all'estero;
2. Favorire il rientro dall'estero dei ricercatori italiani che lavorano presso atenei e centri di ricerca europei o extraeuropei;
3. Attrarre ricercatori stranieri interessati a esercitare presso i laboratori degli atenei piemontesi;
4. Attrarre visiting professor italiani o stranieri che lavorino stabilmente presso un ateneo o un centro di ricerca straniero e svolgano attività coerenti con quelle dell'ateneo piemontese ospitante.
La Fondazione CRT ha deciso di co-finanziare gli assegni di ricerca sulla terza linea d'azione dell'accordo. In particolare, la Fondazione si è resa disponibile a cofinanziare parte della quota del 50% che risulta essere a carico degli Atenei sul terzo asse dell'accordo. A fronte dell'impegno della Regione Piemonte a sostenere il restante 50% del costo degli assegni di ricerca (di durata biennale o quadriennale), l'intervento di Fondazione CRT si configurerà come cofinanziamento nei seguenti termini: erogazione del 20% del costo dell'assegno a cui si aggiungerà un ulteriore 15% se il Dipartimento o la Facoltà interessata sarà in grado di procurarsi il rimanente 15% del costo della borsa presso un finanziatore privato.