07/03/2008 - Nanotecnologie e Beni Culturali

Mercoledì 12 marzo si terrà a Torino la presentazione dell'estensione del progetto Nanomat ai Beni Culturali.

L'estensione del progetto Nanomat ai Beni Culturali verrà presentata a giornalisti e istituzioni mercoledì 12 marzo alle ore 12 presso il Rettorato dell'Università di Torino, in via Po. Il progetto è nato mettendo a fattor comune le risorse e le capacità piemontesi nell'ambito della tecnologia laser applicata al restauro. Sono tre gli attori coinvolti: il Centro di Eccellenza NIS dell'Università di Torino, con il gruppo del professor Oscar Chiantore; la Fondazione Reggia di Venaria con il nuovo Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" e l'Istituto R.T.M., che può offrire un'esperienza più che trentennale sulle tecnologie laser. Nel campo del restauro dei beni culturali le tecniche oggi utilizzate per la rimozione di strati superficiali sono molteplici, ma si possono sinteticamente dividere in due grandi categorie, legate fondamentalmente ai processi di tipo chimico e/o ai processi di tipo fisico - meccanico. Entrambi questi sistemi vengono applicati in una varietà di soluzioni e spesso sono legati alla sensibilità del restauratore, che opera con maestria in base molte volte alla propria personale esperienza. Tutte queste tecniche hanno il grosso problema di interagire più o meno diffusamente con il materiale del substrato e quindi con il rischio di provocare effetti di disturbo se non addirittura di alterazione o di danneggiamento del manufatto. La tecnologia laser si è affacciata in questi ultimi anni e sta dimostrando la sua potenzialità nell'ambito della conservazione e del restauro in due diversi settori: la pulitura, intesa come rimozione controllata di materiale, e la diagnostica, intesa come analisi chimica o caratterizzazione geometrica/morfologica. Si tratta di due tipologie di interazione laser-materiale completamente differenti, eseguite con strumentazioni fortemente dissimili.